venerdì 3 luglio 2026

LA LIBRERIA “PIER GIORGIO FRASSATI” DI GIOIA TAURO: un presidio culturale nella Piana (di Bruno Demasi)


    In una città come Gioia Tauro, dove la vita quotidiana è spesso caratterizzata da tensioni sociali o da difficoltà economiche, esiste, tra gli altri, un luogo che resiste silenziosamente all’erosione culturale, la Libreria Pier Giorgio Frassati, affacciata su Via Gregorio VII Papa, 4: un indirizzo che negli anni è diventato un piccolo punto di riferimento per lettori, insegnanti, catechisti, studenti e curiosi. E’ aperta tutti i giorni con quella regolarità che, in territori fragili, è già una forma di testimonianza.

     La storia della libreria affonda le radici nei primi anni Duemila, quando l’Azione Cattolica diocesana e la Pastorale del Lavoro iniziarono a interrogarsi su come offrire alla Piana un luogo stabile di formazione, lettura e incontro. Non si trattava solo di aprire un negozio, ma di dare vita a un Centro Culturale Diocesano capace di sostenere la crescita civile e spirituale di un territorio spesso privo di spazi dedicati alla cultura. La scelta del nome “ Pier Giorgio Frassati “ fu immediata: quello un giovane, oggi santo,  che aveva fatto della cultura, della giustizia sociale e della prossimità ai più fragili una forma di testimonianza quotidiana e di cui proprio il 4 luglio di quest’anno ricorre il centenario della morte.

     La libreria nacque così: come investimento collettivo, atto di fiducia nella possibilità che la Piana potesse crescere anche attraverso i libri.Negli anni ha attraversato cambiamenti, crisi economiche, trasformazioni del mercato editoriale, ma ha mantenuto intatta la sua vocazione originaria: costituire un luogo di resistenza culturale perché non è una libreria qualsiasi. Il nome  non vuole essere ornamentale: indica una direzione, un modo di stare nel mondo. La Frassati si definisce “una piccola libreria dal cuore grande”. E in effetti la sua forza non sta nelle dimensioni, ma nella forza dell’attenzione: la selezione dei titoli; la cura verso i testi religiosi e la saggistica civile; la disponibilità dei gestori; la capacità di orientare il lettore, spesso conoscendolo per nome.

     Le recensioni degli utenti parlano di professionalità, cortesia, competenza, di una libreria “fornitissima”, “accogliente”, “sempre pronta ad aiutare”. In un territorio dove le librerie indipendenti sono rare questa realtà svolge una funzione che va oltre la vendita: mantiene vivo un tessuto culturale fragile, offre un servizio personalizzato, diventa un punto di incontro per associazioni, parrocchie, scuole, gruppi informali. 

    La libreria non si limita a vendere libri: organizza presentazioni, reading, incontri, spesso in collaborazione con Comuni, associazioni culturali e realtà ecclesiali della Piana. Negli ultimi anni ha ospitato autori, attori, studiosi, creando momenti di confronto in un territorio che ha un bisogno urgente di spazi di parola e di ascolto. Il catalogo è ampio: narrativa, saggistica, poesia, testi per ragazzi, manualistica, libri scolastici, oltre a un settore molto fornito di editoria religiosa e di oggettistica sacra. E’ anche un punto di riferimento per chi cerca materiali per celebrazioni, catechesi, attività parrocchiali.

     In un’epoca dominata dagli acquisti online, la Frassati rivendica il valore della prossimità: “Le librerie locali contribuiscono a mantenere vivo il carattere unico e l’identità del territorio.” Nella Piana di Gioia Tauro questa frase assume un significato particolare. Qui una libreria non è solo un negozio: è un atto di resistenza, un luogo che restituisce dignità alla parola scritta, che invita alla lentezza, che costruisce relazioni. È un presidio che tiene insieme ciò che altrove rischia di sfilacciarsi: la comunità, la memoria, la possibilità di incontrarsi.

   Raccontare la Libreria “Pier Giorgio Frassati” significa raccontare un pezzo di Calabria che non fa rumore, ma che lavora ogni giorno per tenere aperto uno spazio di speranza a oltranza. Significa riconoscere il valore di chi, in un territorio complesso, sceglie di investire nella cultura, nella formazione, nella comunità. Significa ricordare che la Piana non è solo cronaca nera o industriale, ma anche luoghi di cura, di studio, di ottimismo culturale. E forse, come scriveva Borges – citato proprio sul sito della libreria –“Non si è ciò che si è per quello che si scrive, ma per quello che si è letto.”

                                                                                                                 Bruno Demasi