Una prima ricerca e una riflessione per Shavuot

Un’occasione unica di riflessione e di ricerca su una presenza e su una tradizione ebraica nella provincia di Reggio Calabria che per molti versi è ancora da scoprire e apprezzare in tutta la sua portata storica, civile e culturale oltre che religiosa. Ne sono testimoni eloquenti tutti i cognomi ebraici che ancora oggi tramandano in modo vivo una storia che per molti sembra tramontata e che vengono per la prima volta raccolti, analizzati e catalogati sistematicamente in calce al presente studio.

Gli Ebrei avevano dalla loro, molto probabilmente, quella che Daniel Goleman, anch'egli figlio di figli della diaspora, definiva “intelligenza emotiva" ossia la capacità di governare le proprie emozioni dirigendole con giusto criterio verso la realizzazione personale. Un popolo disperso, ma unito che ha sempre avuto una grande empatia, apprendeva la Legge fin dall’infanzia e si costituiva un buon livello culturale: oltre che sapere leggere e scrivere, non di rado i membri di ogni comunità ebraica comprendevano e parlavano due, tre, o più lingue: il che promuoveva di per sé la ricerca scientifica e migliorava ogni performance intellettiva. L'elemento ebraico, appariva pertanto promotore ed esportatore di benessere per le terre che accoglievano queste comunità e tra tutte specialmente quelle calabresi costituivano un alto potenziale di ricchezza, commercio e sviluppo.

Il termine cognome deriva dal latino cognomen , vale a dire soprannome. Esso veniva attribuito a coloro che prima erano conosciuti dal mondo come ben (figlio di), prima di cambiare religione, per motivi d'interesse o di paura. E prima di arrivare nella regione bella e fertile, tutti gli Ebrei si riconoscevano col titolo di ben , ognuno con una “casa" di discendenza. Furono quasi tutti ben dopo il decreto di Granada del 1942, quando in massa dovettero lasciare la Spagna; furono ben anche qui nella Calabria antica e medioevale e a lungo, almeno fino al 1511.
Il ricordo di una permanenza ebraica assai lunga su queste nostre terre appare evidente nelle nomi di alcune strade, nei documenti, nell’archeologia e non da ultimo proprio nei cognomi. Qui il popolo ebraico calabrese festeggiava le proprie feste da quelle principali del pellegrinaggio (Sukkot, Shavuot,) alle restanti; si faceva circoncidere nei bagni rituali; studiava la legge nelle sinagoghe, propriamente “ beth ha keneseth” (casa della preghiera).
Una tradizione ancora viva nelle usanze alimentari di molte famiglie del Catanzarese come quella di selezionare le lenticchie, ricorda molto da vicino le normativa alimentari del kasherut, secondo cui in base a 613 mitzvot,(leggi) ogni Ebreo deve mangiare un cibo kasher cioè adatto, rispondente a certi standard qualitativi, e non mescolare nello stesso piatto alcuni alimenti.
Oltre le usanze, se oggi si vuole ricostruire una presenza ebraica nella storia della regione calabra,e in particolare della provincia di Reggio Calabria, uno studio dei cognomi rappresenta un punto fermo e imprescindibile. La politica dei re nell'ultimo periodo della loro permanenza, le persecuzioni della Santa Inquisizione, hanno fatto propendere molti appartenenti all'ebraismo, verso la scelta di un abiuro di Fede e un cambio sacro, sancito anche dall'acquisizione del soprannome all'uso occidentale e, motivato da fattori socio-politici.
Per comprendere meglio l'instaurarsi di questa opzione occorre analizzare la società e la politica calabrese sotto la dinastia aragonese che ci presenta nel XV secolo rispetto al passato e, anche a causa della forte ondata migratoria di correligionari provenienti dalla Spagna e dalla vicina Sicilia, un numero di famiglie ebraiche cresciuto ragguardevolmente nelle tre zone amministrative della Calabria Ultra, Citra e Marchesato di Crotone e ci riporta a circa cento insediamenti nelle piccole, medie e grandi citta'.
Reggio Calabria fu già allora la città più importante e non di meno come rilevanza lo furono gli insediamenti umani nelle zone litoranea del reggino e dell’interno dell’attuale provincia , come Catona, Bagnara, Solano, Calanna, Santa Cristina, Seminara, Oppido. Tale fioritura venne favorita grazie anche ai nuovi capitoli stabiliti per primo dal re Alfonso I d'Aragona, cioè privilegi riguardanti la materia civile e giuridica: viene istituito un bajulo generale per controllare e gestire al meglio le cause civili e penali dell'Ebreo, viene data la possibilità di non avere più obblighi a portare il simam, il segno distintivo che in passato distingueva l'appartenenza ebraica dalla cristianità ed equiparava socialmente questi uomini al rango più basso, come le prostitute e i giocatori d'azzardo.
In pratica nella concezione comune essere Ebreo significava subire un'onta sociale, anche se in realtà' era il frutto di un sistema sociale attuato dai precedenti monarchi per individuare e controllare meglio questa gente che costituiva per il sovrano e, se controllati dalla Chiesa, anche per gli arcivescovi, una formidabile fonte di guadagno, addirittura il perno dell'economia. Gli Ebrei erano puntuali pagatori di molte tasse (anche quella per la libertà di culto), una vera e pria manna per tutti i settori economici.
E, dalla seta, al commercio, al prestito di denaro con interesse (vietato severamente ai cristiani), avevano monopolizzato il mercato in qualsiasi settore merceologico ed economico. E il territorio reggino con il suo variegato entroterra, ben si prestavano alle loro pretese affaristiche, essendovi piantagioni, porti, vie commerciali e tutto ciò che serviva per le operazioni di compravendita e di scambio. Fu possibile rendersene conto in pieno quando il miope allontanamento coatto di molti Ebrei da questo territorio, dopo secoli di pacifico insediamento, costituì una perdita incolmabile che procurò gravi deficit finanziari e debiti. Furono per tale ragione reintrodotte poi nel Regno di Napoli famiglie ebree che continuarono a dimorare qui fino ai tempi di Carlo V (1541). Dopo una parentesi al tempo della Seconda Guerra Mondiale, tornarono, stavolta non da protagonisti, ma da perseguitati, nel Campo l’internamento di Ferramonti di Tarsia (CS).
Oggi l'ebraismo calabrese osservante, conta un esiguo gruppo di Ebrei, comunque attivissimi con la ripresa delle feste religiose, lo studio della Torah, (a Reggio Calabria, vi e’ un'artista di nome Miriam Jaskierowicz Arman che ogni sabato la insegna), ma, di là di tutto, occorre constatare scientificamente quanto questo popolo abbia lasciato un segno indelebile nella nostra storia e nel nostro DNA, tanto che non è peregrino affermareche almeno un terzo della popolazione della nostra provincia avrà avuto durante la propria storia familiare certamente degli avi ebrei. Ma cosa significa esattamente essere ebreo per un Calabrese?
Il ricordo di una permanenza ebraica assai lunga su queste nostre terre appare evidente nelle nomi di alcune strade, nei documenti, nell’archeologia e non da ultimo proprio nei cognomi. Qui il popolo ebraico calabrese festeggiava le proprie feste da quelle principali del pellegrinaggio (Sukkot, Shavuot,) alle restanti; si faceva circoncidere nei bagni rituali; studiava la legge nelle sinagoghe, propriamente “ beth ha keneseth” (casa della preghiera).
Una tradizione ancora viva nelle usanze alimentari di molte famiglie del Catanzarese come quella di selezionare le lenticchie, ricorda molto da vicino le normativa alimentari del kasherut, secondo cui in base a 613 mitzvot,(leggi) ogni Ebreo deve mangiare un cibo kasher cioè adatto, rispondente a certi standard qualitativi, e non mescolare nello stesso piatto alcuni alimenti.

Per comprendere meglio l'instaurarsi di questa opzione occorre analizzare la società e la politica calabrese sotto la dinastia aragonese che ci presenta nel XV secolo rispetto al passato e, anche a causa della forte ondata migratoria di correligionari provenienti dalla Spagna e dalla vicina Sicilia, un numero di famiglie ebraiche cresciuto ragguardevolmente nelle tre zone amministrative della Calabria Ultra, Citra e Marchesato di Crotone e ci riporta a circa cento insediamenti nelle piccole, medie e grandi citta'.

In pratica nella concezione comune essere Ebreo significava subire un'onta sociale, anche se in realtà' era il frutto di un sistema sociale attuato dai precedenti monarchi per individuare e controllare meglio questa gente che costituiva per il sovrano e, se controllati dalla Chiesa, anche per gli arcivescovi, una formidabile fonte di guadagno, addirittura il perno dell'economia. Gli Ebrei erano puntuali pagatori di molte tasse (anche quella per la libertà di culto), una vera e pria manna per tutti i settori economici.


La nostra societa' presenta ancora oggi tracce paurose e rigurgiti non casuali di razzismo e di antisemitismo, ma chi conosce la storia davvero non può che essere tollerante e rispettoso delle diversità etniche e confessionali oltre che razziali. Tra la cultura ebraica e quella cristiana vi è inoltre uno stretto cordone ombelicale che nella memoria e nella conoscenza ci dà nutrimento e ci fa crescere come uomini che sanno riconoscere gli errori e che sanno che l'antisemitismo è il più tragico degli errori, a partite da quello antico, l’antigiudaismo, dovuto a motivi prettamente culturali; a quello attuale, che deve vedere nell’Olocausto, un modello di negatività assoluta sempre incombente.
Ci piace ricordare a questo proposito che è la storia a insegnarci in modo chiaro come la relazione con gli Ebrei debba essere per noi quella non di antagonisti , ma di fratelli di sangue. Se essere Ebreo e' una condizione di testa, di religione e anche di cognome, anche noi Calabresi saremo un po’ o molto Ebrei col cuore considerando il passato e il territorio che abbiamo condiviso in passato. Le nostre radici hanno sicuramente nell'ebraismo un innesto importante che ha contribuito a dare vita e nutrimento alla nostra pianta sociale non solo ieri, ma fino ad oggi. Lo studio dei cognomi, mette proprio in evidenza questo strettissimo legame.


COGNOMI ADOTTATI DOPO LA CONVERSIONE AL CRISTIANESIMO
ACCARTO / ACCARDO – ADDARIO – ALESSI – BARDARO / BARBARO / BARBERA – BARONE – BARRESI – BELLAVIA / BELLINVIA – BONFIGLIO – BONINA – BONO – BRANCATO / BRANCATI – BRIGANTE / BRIGANTI / BRIGANDI’ – BUCCHIERE / BICCHIERI – CAMMARERI – CAMPISI – CAMPOLO – CANDELA – CANNATA / CANNATA’ – CARINI / CARRINI / CARRINO – CARUSO – CERTO – CICCARDO / CICCALDO – COSTA – COSTANTINO - CUNDARI – CURIMANO / CUSMANO – D’AMICO – DE ANGELO / DE ANGELI - DE GRANDE / DEL GRANDE - DE MARIA- MAIO / DE MAIO – DE NAVA – FALCONE – FAVA – FERRANTE - FERRO - FILIPPAZZO - FORMINA / FORMICA - FONDACARO - GAGLIARDO / GAGLIARDI - GALLO / GALLUZZO - GALOFARO / GAROFALO – GARRAFFO / GARREFFA (con ascendente arabo) - GENTILE / GENTILI – GIANNOTTA – GRECO – GRIMALDI – INSERRA - GIURATO – LA ROSA – LEONE - LO BIANCO – MAIOLO - MANULE / MANULI – MAIO - MELITO / MILITO / MILETO – MORELLO – MUNNO - NUCIFORA / NUCIFORO – PALUMBO - PELLEGRINO – PERRONE - PEZZIMENTE / PEZZIMENTI / PIZZIMENTI – PROVENZANO – RAFFA / RUFFA / LARUFFA – RESTIVO / RESTIFO - RIGIO / RIGGIO / REGGIO – RIZO / RIZZO – ROTOLO - RUSSO – SANTORO - TRAMONTANA-
COGNOMI DERIVANTI DA ARTI E MESTIERI PRATICATI
BARILLARO - CANNIZZARO - CALDERARO - CASCIARO / CASCIARI - FERRARO / FERRAIO / FERRAIOLO - FONDACARO – FUSARO – MONACO – OREFICE - CIMINO - FODERARO – PIGNATARO – SPEZIALE - PELLIZZIERI / PELLICCERI / IMPELLICCERI – SELLARO – SPATARO – STAGNO.
COGNOMI CON SIGNIFICANZA “CULTURALE”
CUZZOCREA – CUZZUPOLI - DEL PRETE / LO PRETE / PREITI - PICCOLO – DIENI – DIANO - MORABITO (arabo ebraicizzato) – TROMBA - SABATO / SABATINO
COGNOMI NOBILIARI ASSUNTI AL MOMENTO DELLA CONVERSIONE PERCHE’ IN AFFARI CON CASATI
BARONE - CARACCIOLO – CARAFA – D’AQUINO - DELFINO - FILOMARINO
COGNOMI DERIVANTI DA PAROLE IN LINGUA EBRAICA
BRACA/BARCA – NAIM/NAIMO
COGNOMI INDICANTI LA CONDIZIONE DI NEOFITA
CRISTIANO – DE CRISTO – GESUALDO
COGNOMI DERIVANTI DA LUOGHI, REGIONI O STATI DI ORIGINE
ALBANESE - AMATO - ARAGONA - CATALANO – BARLETTA - ARENA - ABRUZZESE / BRUZZESE - CALABRESE - CASTRONOVO - VENEZIANO – SICILIANO – SIRACUSA -TOSCANO / TUSCANO - SORRENTINO / SORRENTI / SORRENTO – TARANTINO – SPAGNOLO - TEDESCO – BUDA – GENOVESE / GENOESE - MONTALTO - CATANZARITI – LUCANO - NAPOLITANO - ORTONA – PISANO / PISANI – PUGLIESE / PUGLIESI - REITANO – SALERNO – SICILIANO - STELLITANO / STILLITANO – CATANIA – COSENTINO – GERACI - MESSINA - MILANO - NAPOLI - PALERMO – PALMISANO - POLISTINA / POLISTENA - PAVIA – PIAZZA - ROMANO - SALERNO – ITALIA/TALIA.
COGNOMI AVENTI ORIGINE DA ESPRESSIONI AUGURALI
FORTUNA – FORTUGNO – VENTURA - CALI’- BUONGIORNO.
COGNOMI DERIVANTI DA NOMI EBRAICI (o greci ebraicizzati)
DAVI’ – ABRAMO – ADAMO – AIELLO - DE MASI / DEMASI / DI MASI - D’ALESSANDRO – SIMONE - DE PASQUALE – SACCO - MARGIOTTA – MARINO – SPERANZA – COSTANTINO - LICASTRO
COGNOMI CON RADICE EBRAICA(spesso mutuata anche da radici greche o latine)
ANANIA / NANIA - AMODEO – GIACOBBE- LIUZZA / LUZZA / LEUZZI - MANNA / LAMANNA - MATALONE - MELI / MELLI / MELLINO - SANTORO - BONANNO - MARDOC / MARDOCHEO / MURDICA - CARO / DE CARO - GIUSTO / GIUSTI - LATORA / LATORRE - LOPRESTE / LOPRESTI - LORIA – MORANO - PEPE - POLITO / POLITI - SCIBILIA - SITA’ - CASCIO / LO CASCIO – DATTILO / DATTOLA - DONATO – GAUDIO - D’ELIA - ZIRILLI / INZERILLI – ISAIA / SAIA - LENTINI – MAIMONE / MAMMONE – MASCIA’ / MASCIARI - MERCANTE / MORGANTE- ZACCO / ZANCO / ZACCONE - VITALE - ZEMA.