venerdì 11 marzo 2016

I 15 PRIMARI DI VIBO CON… GLI ATTRIBUTI

di Bruno Demasi
   Le dimissioni odierne dei 15 primari dell’ospedale di Vibo Valentia presentate al ministro Lorenzin e al prefetto della città per protesta eclatante contro i continui tagli imposti alla sanità locale dall’emissario /commissario renziano Scura alzano finalmente il coperchio su una situazione sanitaria calabrese sempre più nauseabonda e colpevole.
   E’ la prima volta che scendono in campo gli addetti al settore dopo  decenni di logorree diarroiche  e inconcludenti dei politici calabresi sempre impastati con i poteri forti al di là della loro appartenenza politica.
   E’ la prima volta che i medici battono  non solo sul tempo, ma soprattutto nella sostanza, le tiepide proteste, ammesso ci siano mai state, dell’attuale e dei precedenti governatori calabri e dei loro accoliti contro una nefanda spoliazione progressiva delle strutture sanitarie regionali  immolate sui mille altari degli sprechi, degli intrallazzi e delle gestioni familistiche.
  Se nel tempo tutti i  medici ospedalieri e  gli operatori sanitari dei vari nosocomi della Regione, caduti uno dopo l’altro come birilli nelle mani dei commissari e dei politici di turno, avessero seguito o anticipato questo esempio con  gli sgoverni regionali e nazionali che si sono succeduti, probabilmente oggi non ci troveremmo anche in ambito sanitario in una situazione addirittura peggiore di quella registrabile in alcuni paesi del Centrafrica o del Burkina Faso.

   Ma dalle nostre parti medici e infermieri, al di là di tiepidissime e balbettanti proteste, di volta in volta hanno accettato supinamente, complici  le loro rappresentanze sindacali, ogni atto possibile di distruzione della sanità, persino in quelle zone di montagna dove la sussistenza delle strutture ospedaliere avrebbe dovuto obbedire a criteri intelligenti di equa ripartizione sui territori più disagiati piuttosto che a criteri di spartizione.  Il mondo sanitario ha invece solo chiesto ( e spesso ottenuto) che fosse la gente, l”utenza” a lottare al  suo  posto, mentre molti di loro  si adeguavano spesso a lottizzazioni e giochi di potere interni che ci hanno sempre disgustato.
    Ai 15 primari di Vibo, col cui gesto odierno ci si augura inizi un’epoca nuova di riscatto e di lotta, il plauso e la solidarietà di tutti.