mercoledì 4 marzo 2026

Il Vangelo come profezia civile del calabrese don Mimmo Battaglia ( di Bruno Demasi )

Recensione agli “Orientamenti Pastorali ” e al magistero 
 di un cardinale “di strada” 
  
     Domenico “Mimmo” Battaglia, nato a Satriano (CZ) nel 1963, cardinale arcivescovo di Napoli,è uno di quei rari uomini di Chiesa che non hanno mai smesso di portare dentro di sé la voce della propria terra. La Calabria non è solo il suo luogo d’origine, è la matrice antropologica che gli ha insegnato la concretezza, la resistenza, la dignità dei poveri, la spiritualità popolare come grammatica del mondo.  La sua formazione teologica  probabilmente è quella di un prete cresciuto nella pastorale degli anni ’80, nutrita di Concilio, di carità sociale, di Vangelo vissuto più che studiato. Battaglia non è un teologo da cattedra: è un teologo della strada, uno che pensa a partire dai volti di chi incrocia il suo cammino e la sua pastorale, perchè

“Il dominio della barbarie avanza quando dimentichiamo i nomi delle persone” 


    Negli ultimi anni  ha pubblicato testi che sono veri e propri manifesti spirituali e civili: lettere ai giovani, messaggi per la Giornata dei Poveri, meditazioni per i tempi “forti” del calendario. Ma il suo contributo più organico, più maturo, più rivelatore è senza dubbio: “Orientamenti Pastorali 2025” ( EffeGi, Portici, 2025 ) Un documento di compendio dell’ultima sua tornata sinodale diocesana, vissuta ancora una volta in modo tutt’altro che ritualistico e accademico, e che ha la struttura di un libro, la forza di un manifesto e la densità di una visione.

   Non per nulla gli Orientamenti Pastorali si aprono con l’icona dei discepoli di Emmaus e con una dichiarazione d’intenti che è già un programma, un’immagine potente: la Chiesa non deve restaurare il passato, ma creare contenitori nuovi per un Vangelo che resta vivo solo se continua a fermentare.

«Siano queste pagine quegli otri nuovi nei quali 
lasciar riposare il prezioso vino del messaggio di Cristo»


    Battaglia scrive con un linguaggio caldo, narrativo, diretto. Non cerca di piacere: cerca di convertire Temi portanti del testo: la città come mistero da abitare (le periferie e i centri semiabbandonati come luoghi teologici); la fragilità come rivelazione (ciò che è debole non è scarto, ma luogo dello Spirito); la responsabilità civile dei cristiani ( il Vangelo non come rifugio spirituale, ma come mandato storico); la denuncia dei mali sociali( povertà, violenza, criminalità, indifferenza); la speranza come categoria politica: non ottimismo, ma scelta di campo.

    Più che mai in queste dimensioni appare la calabresità vera di Battaglia non come folclore, ma come lente interpretativa. La Calabria, terra di contrasti, di ferite, di dignità ostinata, è un laboratorio antropologico che insegna a guardare la realtà senza veli e questa matrice si riconosce almeno in tre tratti del suo stile: concretezza: nessuna teologia disincarnata; resistenza: la fede come opposizione al male; memoria delle ferite: la povertà non è un concetto, è un volto. È insomma la voce del Sud che entra nella Chiesa italiana con una forza nuova e dirompente. 

   Battaglia è uno dei pochi vescovi italiani che non teme di chiamare le cose col loro nome. La sua denuncia dei mali sociali è evangelica, non ideologica. E negli Orientamenti Pastorali raggiunge una limpidezza quasi tagliente. Una delle frasi più forti del documento è questa:

«Terra mia, sfida di contesto: delle tue ferite, delle tue potenzialità, delle tue ricchezze. 
Sono pagine ispirate, perché abitate dallo Spirito.»


    Con queste parole ispirate Battaglia sembra parlare a qualunque realtà italiana depressa e abbandonata, in particolare a quelle calbresi, ferite e splendide, contraddittorie e vive. E ancora, in un passaggio, che ha il sapore della denuncia civile, una frase che potrebbe stare in un editoriale di un grande quotidiano e  invece viene "soltanto" da un cardinale

«Il Vangelo non fa sconti: impone di riconoscere l’uomo quando lo si vede, 
di chiamare male ciò che schiaccia l’uomo”

    
   Questi Orientamenti Pastorali 2025 non sono un testo per addetti ai lavori. Sono un libro che parla a chiunque si interroghi sul futuro dei nostri luoghi di vita, delle nostre comunità, del nostro vivere insieme.In un’Italia attraversata da fratture sociali, da sfiducia politica, da povertà crescente, la voce di Battaglia è una delle poche che riesce a tenere insieme denuncia e speranza, fede e responsabilità civile, tradizione e innovazione pastorale.È un libro che non si limita a proporre idee: invita a cambiare vita  compendiando  l’esatta dimensione della celebrazione di un sinodo che non è stato soltanto occasione di incontro, ma si è incarnato realmente nella vita della diocesi guidata da questo calabrese indomito e umilissimo.
 
    D'altronde don  Mimmo Battaglia  è un cardinale che non ha mai smesso di essere un prete di Calabria e di cui sicuramente sentiremo parlare ancora molto. Forse  la sua forza più tenace sta proprio nella capacità di portare nella Chiesa universale la voce di una terra che conosce il dolore e la resistenza; la povertà insieme con la dignità; la marginalità, ma anche la profezia. E  Gli Orientamenti Pastorali 2025 sono  decisamente
il frutto più maturo di questo cammino: un libro che non si limita a parlare della Chiesa, ma parla dell’Italia, parla a tutti noi senza distinzione e col coraggio della Verità che rende davvero liberi!

Bruno Demasi