di Bruno Demasi

“Soltanto con una «riscossa interna» e un recupero non imposto dall'alto di moralità e cultura dello Stato, il terzo settore e di conseguenza il nostro Paese si salveranno dalla mala gestione della cosa pubblica.” Continua ad affermare Cantone. E alla luce di questa riflessione non meraviglia più di tanto neanche lo scioglimento odierno per ndrangheta del comune di Don Camillo e Peppone, Brescello.
L’accenno di Cantone al “Terzo settore” , e in genere a quel pianeta sommerso e magmatico che è il mondo del volontariato e della carità non credo comunque sia casuale.
Cantone si rende conto che accanto alle persone per bene e oneste , spesso emarginate all’interno della Pubblica Amministrazione, e che per fortuna esistono anche nell’universo del volontariato e dell’impegno verso gli emarginati e gli ultimi, anche qui in Calabria, ruota e brilla di luce riflessa un universo altrettanto complesso, frastagliato e incontrollato di speculatori della peggiore risma: quei professionisti della carità pelosa che sfuggono ad ogni controllo…
Un recupero di moralità difficilissimo in questo settore e in questa realtà calabrese che sfugge a ogni regola civica e civile, dove, qualunque cosa si faccia in termini di carità, è sempre meglio del niente assoluto di Stato, ma dove il rischio di contaminazioni persino da parte degli insospettabili è elevatissimo.