domenica 4 ottobre 2026

Laboratorio di scrittura: “DEDICATA A FRANCESCO D’ASSISI” (Poesia inedita di Pina De Felice)

   

     In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi questo blog ama offrire, grazie a Pina De Felice,  questa poesia inedita” Dedicata a Francesco”, una lirica intensa e partecipe che si fa preghiera, meditazione e dialogo con il Poverello di Assisi. L’anniversario richiama la figura di un uomo che, dopo otto secoli, continua a parlare al cuore dell’umanità attraverso la semplicità, la povertà, la fraternità e l’amore per ogni creatura.

     Fin dai primi versi, la composizione ci conduce nel silenzio dei boschi, luogo privilegiato dell’ascolto e della rivelazione. La voce di Dio nasce nella quiete della natura, mentre Francesco appare nella sua umile grandezza: «lui poverello», capace di sostenere la pietra e, simbolicamente, di contribuire alla ricostruzione della Chiesa attraverso la fede, la rinuncia e l’amore.

     Il richiamo al «Laudato si’» evoca il Cantico delle creature, l’inno con cui Francesco loda Dio attraverso il sole, il vento, la terra e tutte le forme della vita. Nella poesia di Pina De Felice, la natura non è soltanto uno sfondo, ma diventa presenza viva, segno di una divina armonia e specchio di un Dio sempre vicino. Anche il perdono, ricordato nei versi dedicati a coloro che perdonano «per lo tuo amore», assume il valore di una scelta radicale di pace.

     Nel paesaggio ottobrino, tra il canto del vento e la malinconia della stagione, si svolge poi un dialogo intimo tra la poetessa e il Santo. Alla confessione «Son stanca», Francesco risponde con un gesto di tenerezza: la avvolge nel saio, quasi a proteggerla e a raccoglierla nella sua fraternità. La corda diventa così il segno di un legame spirituale, mentre il desiderio di «ancora sostare» esprime il bisogno di fermarsi presso una presenza capace di donare consolazione e speranza.

     Nella parte conclusiva, le «molliche di pane» e le «parole piccine» assumono il significato di una preziosa eredità. Francesco non lascia beni materiali, ma parole semplici, gesti di pace e una vicinanza che continua a nutrire il cuore. Il fatto che egli chiami la poetessa per nome rende l’incontro ancora più personale e commovente: la sua voce non appartiene soltanto al passato, ma raggiunge ogni uomo e ogni donna nel segreto della propria fragilità.

     Con un linguaggio limpido, delicato e profondamente spirituale, Pina De Felice ripercorre le tappe essenziali dell’esperienza francescana: l’umiltà, la povertà, il perdono, la fraternità e l’amore senza riserve per il creato. La sua poesia ci ricorda che, nella semplicità delle cose più piccole, può ancora risplendere la luce di Dio. ( Bruno Demasi )


DEDICATA A FRANCESCO D’ASSISI

 

Nel silenzio di boschi

la voce di Dio

fu brama di cielo

e sulle spalle scarnite

lui poverello

sosteneva la pietra

ove luce abbagliante

fu Chiesa e dimora.

 

Laudato sí, mi Signore,

per quelli che perdonano

per lo tuo amore

Laudato sí mi Signore!

 

Nel canto ottobrino

un sospiro di vento

richiama la fede

e Francesco mi guarda.

Io gli dico "Son stanca"

Lui mi avvolge nel saio

Io mi lego alla corda

 

Vorrei ancora sostare.

 

Son molliche di pane

ciò che lui mi lasciò

quando misi la mano

nella tasca del cuore

 

Son parole piccine

Son parole di pace

con le quali Francesco

mi chiamava per nome

Pina De Felice