La Calabria di Fausto Vitaliano è presente nei luoghi, ma ancora di più nei rapporti fra le persone: nelle amicizie che resistono agli anni, nelle parole con cui ci si difende dal dolore, nei ricordi che tornano quando si credeva di averli messi da parte. È una terra dalla quale si può partire senza riuscire a lasciarsela davvero alle spalle. Tornarvi, tuttavia, non significa ritrovare ogni cosa al proprio posto. Talvolta significa accorgersi che a essere cambiati siamo soprattutto noi.
Nato a Olivadi, nel Catanzarese, e trapiantato a Milano, Vitaliano ha attraversato linguaggi e mestieri diversi: la radio, il giornalismo, la televisione, la traduzione, il lavoro editoriale, la sceneggiatura di fumetti e cartoni animati. Ha curato per Feltrinelli volumi antologici di Beppe Grillo e Michele Serra; con Serra ha scritto il monologo teatrale Tutti i santi giorni. Prima della trilogia di Gori Misticò, aveva pubblicato con Laurana i romanzi Era solo una promessa, Lorenzo Segreto e La grammatica della corsa.¹
Un investigatore che non può aggiustare tutto e una provincia priva di oleografia
Al centro dei tre romanzi pubblicati da Bompiani fra il 2020 e il 2022 c’è Gregorio, detto Gori, Misticò, maresciallo dei carabinieri tornato in Calabria dopo anni di servizio al Nord. Il suo paese è San Telesforo Jonico, luogo immaginario che ospita una comunità tutt’altro che pacificata. Poco lontano c’è la spiaggia del Pàparo, la mezzaluna di sabbia del primo titolo: un tratto di costa legato alla giovinezza, alle amicizie, a una parte di sé che Gori non vuole perdere.²
Misticò ama leggere Topolino, conosce la fatica del proprio mestiere e deve affrontare una malattia oncologica. Nel romanzo d’esordio della serie è in aspettativa: non ha più la disponibilità di un tempo a combattere il male, né la certezza che il suo lavoro possa rimettere ordine nelle cose. Il brigadiere Federico Costantino, chiedendogli aiuto per un omicidio, lo costringe però a uscire, almeno in parte, da quella rinuncia.
La malattia non è un accessorio escogitato per rendere più tormentato l’investigatore. Cambia il suo rapporto con il futuro e incrina la fiducia nel ruolo che ha ricoperto. In un’intervista a Roberto Messina, Vitaliano ha spiegato di aver immaginato un uomo che, prima della diagnosi, sapeva quale fosse il proprio posto nel mondo. Dopo, anche questa sicurezza viene meno.³ Raccontare una piccola comunità significa misurarsi con la familiarità e con il controllo reciproco, con la solidarietà e con le sue condizioni. Nei romanzi di Vitaliano, il paese può essere letto proprio attraverso questa ambivalenza: si appartiene a una trama di rapporti che sostiene, ma dalla quale non è sempre facile prendere le distanze. L’ironia evita che tale mondo si irrigidisca in una rappresentazione esemplare del Meridione. Il sorriso interrompe l’enfasi, ridimensiona le pretese dei personaggi, lascia intravedere le contraddizioni dietro i comportamenti più rispettabili. Non cancella la sofferenza e non rende innocuo il delitto. Impedisce, piuttosto, che la gravità degli argomenti imponga alla pagina un tono uniformemente grave.
La definizione di «noir pieno di umanità», presente nella scheda editoriale di La mezzaluna di sabbia, coglie questo equilibrio.⁴ L’indagine conta, e sarebbe riduttivo considerarla un semplice pretesto. Ma, accanto alla domanda su chi abbia commesso il crimine, prende forma un’altra attenzione: come vivono le persone coinvolte, che cosa temono, quali perdite hanno imparato a tacere.
Tre romanzi, un percorso umano
La trilogia delle Ultime indagini di Gori Misticò segue il protagonista attraverso casi diversi e tempi narrativi che ampliano progressivamente la conoscenza della sua storia. Leggerla soltanto come una successione di delitti risolti significherebbe trascurare ciò che tiene insieme i libri: il rapporto fra il mestiere dell’investigatore e la sua crescente esposizione alla fragilità.
La mezzaluna di sabbia, uscito nel 2020 e vincitore del Premio Nebbia Gialla 2021, introduce Gori nel momento della sospensione. Tornato a San Telesforo Jonico, in aspettativa e provato dalla malattia, il maresciallo cerca nella spiaggia del Pàparo una tregua. La richiesta di Costantino lo riporta all’indagine e, con essa, a una relazione attiva con la comunità.⁵ Il movimento più significativo non è quello di un eroe che recupera intatta la propria forza: è quello di un uomo che, pur senza sentirsi guarito dalla sfiducia, accetta di occuparsi ancora degli altri.
La sabbia brucia, pubblicato nel 2021, torna invece sulle circostanze che precedono la situazione del primo romanzo. Gori è impegnato a Milano in una delicata operazione antiterrorismo; qualcosa va storto e il suo percorso lo conduce nuovamente in Calabria. Il libro approfondisce così il passato del personaggio e il rapporto fra il ritorno, i ricordi e i segnali della malattia.⁶ La terra d’origine non offre una parentesi al riparo dalla vita: è il luogo nel quale ciò che è rimasto irrisolto torna a chiedere attenzione.
Scritto sulla sabbia, del 2022, conclude la trilogia con un caso costruito intorno a un’incongruenza inquietante: una donna viene trovata morta, ma all’anagrafe risulta già deceduta dieci anni prima. L’indagine conduce Misticò anche a confrontarsi con il proprio padre.⁷ Il passato, dunque, non rimane sullo sfondo della vicenda criminale: entra nel presente e modifica la comprensione di ciò che sembrava acquisito.
Nei tre libri la ricerca della verità procede insieme alla difficoltà di accettarla. Sapere chi ha agito e perché non equivale a riparare ogni danno. La soluzione del caso può ristabilire una responsabilità; non restituisce automaticamente ciò che è stato perduto.
La lezione del fumetto, Milano , la Calabria e ciò che resta dell’infanzia
L’attività di Vitaliano come sceneggiatore non è un dettaglio marginale del suo percorso. La sua collaborazione con il mondo Disney comprende storie e serie come Tutti i milioni di Paperone, DoubleDuck e Topolinia 20802, ricordate dal sito ufficiale di Topolino.⁸ È un’esperienza che suggerisce una chiave di lettura anche per la narrativa: l’attenzione al ritmo, agli scambi di battute, al modo in cui una scena prepara la successiva.
Non occorre stabilire una derivazione meccanica dal fumetto al romanzo. Si può tuttavia riconoscere, nella scrittura di Vitaliano, il gusto per una narrazione che cerca il lettore senza rinunciare alle sfumature. La chiarezza dell’azione non esclude l’ambiguità dei sentimenti; la vivacità dei personaggi non li riduce necessariamente a figure comiche. La predilezione di Misticò per Topolino crea inoltre un piccolo legame fra il protagonista e il laboratorio del suo autore. È un particolare discreto, che alleggerisce il ritratto del maresciallo e gli concede un’abitudine privata, lontana dalla posa dell’investigatore interamente assorbito dal proprio tormento.
Il rapporto fra Nord e Sud assume un’altra forma in La via del lupo, pubblicato da Bompiani nel 2024. Qui Vitaliano lascia Gori Misticò e costruisce una storia nella quale il mistero nasce dentro un’amicizia infantile e nei rapporti fra due famiglie. Americo è il figlio della maestra, un bambino preso in giro per le lentiggini; Elvo, il nuovo arrivato, gli appare più sicuro, irrequieto, capace di trascinarlo nell’avventura. Sui monti della Calabria, i due si inventano rifugi, accendono fuochi, aprono sentieri. La loro amicizia sembra destinata a diventare anche una parentela quando la madre di Americo e il padre di Elvo, entrambi vedovi, annunciano di volersi sposare. Poi Elvo scompare e quella possibilità di famiglia si spezza. Vent’anni dopo, Americo vive al Nord e scrive gialli. Il passato torna a turbarlo attraverso incontri che incrinano la versione della propria vita con la quale ha imparato a convivere.⁹
Nella recensione dedicata al libro su Thriller Café, Damiano Del Dotto sottolinea proprio questo rapporto fra esistenza e narrazione di sé.¹⁰ È un tema che allarga il mistero oltre l’accertamento dei fatti: quanto della nostra identità dipende dalle storie che continuiamo a ripetere? E che cosa accade quando una persona, creduta definitivamente perduta, sembra smentirle?
Il ritorno che non rimette tutto a posto
È su questo terreno che il richiamo a Vito Teti può diventare utile, purché resti un confronto e non venga presentato come una filiazione culturale accertata. Nella riflessione dell’antropologo, partire e restare non sono esperienze separate da un confine netto. Chi emigra conserva relazioni con il luogo d’origine; chi rimane assiste alla sua trasformazione e deve continuamente ridefinire il proprio modo di abitarlo. La restanza rifiuta tanto l’immobilismo quanto l’idealizzazione dei piccoli paesi: il legame con un luogo comporta anche la responsabilità di cambiarlo.¹¹
I personaggi di Vitaliano possono essere accostati a queste domande senza farne le illustrazioni di una teoria. Misticò e Americo hanno storie diverse, ma entrambi si trovano a misurare la distanza fra il luogo vissuto, quello ricordato e quello ritrovato. La Calabria non li attende immutata, pronta a guarire le ferite prodotte altrove. Anche lì esistono conflitti, reticenze, rapporti da comprendere di nuovo.
La doppia appartenenza di Vitaliano, calabrese per nascita e milanese per formazione, offre così una prospettiva narrativa che non ha bisogno di scegliere fra celebrazione e rifiuto. Le origini non costituiscono una garanzi; la distanza non rende necessariamente più lucidi. Sono solo condizioni dalle quali osservare le persone e il modo, spesso contraddittorio, in cui cercano di riconoscersi.
Bruno Demasi
_______________
¹ Cfr. Bompiani, profilo di Fausto Vitaliano nelle schede del catalogo editoriale. Il profilo documenta la nascita a Olivadi, la vita a Milano, l’attività di sceneggiatore, traduttore e curatore editoriale, la collaborazione con Michele Serra e i romanzi pubblicati da Laurana.
² Fausto Vitaliano, La mezzaluna di sabbia. Le ultime indagini di Gori Misticò, Bompiani, 2020.
³ Roberto Messina, «Gori Misticò, L’investigatore Filosofo indaga in Calabria…», Calabria Mundi, 26 novembre 2020, intervista a Fausto Vitaliano.
⁴ La formula «noir pieno di umanità» appartiene alla presentazione editoriale di La mezzaluna di sabbia, pubblicata nel catalogo Bompiani.
⁵ Vitaliano, La mezzaluna di sabbia, cit.
⁶ Fausto Vitaliano, La sabbia brucia. Le ultime indagini di Gori Misticò, Bompiani, 2021.
⁷ Fausto Vitaliano, Scritto sulla sabbia. L’ultima indagine di Gori Misticò, Bompiani, 2022.
⁸ Topolino, sito ufficiale, «Fausto Vitaliano — sceneggiatore», scheda dell’autore.
⁹ Fausto Vitaliano, La via del lupo, Bompiani, 2024..
¹⁰ Damiano Del Dotto, «La via del lupo – Fausto Vitaliano», Thriller Café, 10 ottobre 2024.
¹¹ Vito Teti, La restanza, Torino, Einaudi, 2022.





