La sua visione richiama gli studi di Marija Gimbutas sulla civiltà pre‑indoeuropea, ma li innesta nella storia calabrese, interpretata come luogo di continuità culturale e non come periferia della grecità. La Calabria, nella sua lettura, non è un territorio marginale, ma un laboratorio di civiltà. In una conferenza del 2020, Mongiardo ha dichiarato: «La Calabria non è nata con i Greci: i Greci hanno trovato una civiltà già formata»³. È una tesi che si colloca fuori dal mainstream storiografico, ma che egli sostiene con coerenza, intrecciando archeologia, antropologia e filosofia morale.
Pitagora, nella lettura di Mongiardo, non è solo il matematico che la tradizione scolastica ha consegnato ai manuali, ma il fondatore di un’etica universale. La Nuova Scuola Pitagorica - istituita da Mongiardo dopo il suo ritorno in Calabria - nasce dalla convinzione che Pitagora abbia scoperto una legge morale naturale, una sorta di geometria della felicità. Nel Pentalogo, Mongiardo sintetizza questa etica in cinque principi, ma ciò che colpisce non è la struttura, bensì il tono. Egli parla come se quell’etica fosse ancora viva, come se attendesse solo di essere riconosciuta. «Pitagora non ha fondato una scuola», afferma, «ha fondato un modo di vivere»⁴.
Il punto più audace della sua produzione è forse Il Terzo Profeta (2023), trilogia filosofica in cui Mongiardo si definisce «terzo profeta dell’Occidente» dopo Pitagora e Cristo. La tesi è ardita, ma non arrogante: egli non si propone come fondatore di una religione, bensì come continuatore di un’etica. «Non sono un profeta religioso», precisa, «ma un profeta civile»⁶: una profezia della pace, una chiamata alla non‑violenza che si radica nella storia e nella geografia della Calabria.
La scena pubblica di Mongiardo è fatta di incontri, conferenze, teatri, biblioteche civiche. Non appartiene ai circuiti accademici, non cerca riconoscimenti istituzionali. La sua forza è la continuità: da anni porta avanti un discorso non solo sulla pace, ma anche sulla dignità della Calabria oltre che sulla necessità di una nuova etica universale. La “ Nuova Scuola Pitagorica” e l’”Accademia Mondiale Antiviolenza” sono i due poli della sua attività: non istituzioni, ma comunità di studio e di pratica.
Ciò che colpisce è la sua posizione umile rispetto alla cultura italiana contemporanea. Mongiardo è un pensatore che ha scelto di parlare da un luogo periferico per proporre una visione universale. La Calabria, nella sua opera, non è sfondo ma protagonista. E' la terra che custodisce un’antica promessa di pace. In un tempo dominato dalla velocità e dalla frammentazione la sua voce appare come un richiamo alla profondità e alla memoria di una nobiltà etica perduta.
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2.Salvatore Mongiardo, Il Pentalogo di Pitagora, Nuova Scuola Pitagorica, Soverato, 2019, p. 14.
4.Salvatore Mongiardo, Il Pentalogo di Pitagora, cit., p. 22.
5.Salvatore Mongiardo, Cristo ritorna da Crotone, Nuova Scuola Pitagorica, Soverato, 2017, p. 41.
6.Salvatore Mongiardo, Il Terzo Profeta, Nuova Scuola Pitagorica, Soverato, 2023, p. 9.