Il profeta della " Rivoluzione tra i banchi"
C’è un’immagine che riassume meglio di mille saggi la vita di Nuccio Ordine (1958–2023): un uomo che, dalle sponde tirreniche di Diamante parlava al mondo intero senza mai alzare la voce, ma con la forza d’urto di un pensiero che non conosceva confini. Scomparso improvvisamente nel giugno del 2023, a soli 64 anni, Ordine non è stato solo un accademico di fama internazionale, ma l'architetto di una resistenza culturale che ha fatto della Calabria il centro pulsante di un nuovo umanesimo.
Per capire Nuccio Ordine, bisogna guardare alle sue spalle, verso quella "linea eretica della Calabria" che ha fecondato l'Europa per secoli. Ordine è il vero erede moderno di questa tradizione: come Bernardino Telesio, ha rifiutato le astrazioni metafisiche per tornare alla verità delle cose. Se Telesio studiava la natura attraverso il caldo e il freddo, Ordine ha studiato la società attraverso la contrapposizione tra il "fervore" della cultura e il "gelo" dell'utilitarismo; come Tommaso Campanella, ha vissuto la tensione tra il borgo natìo e l'aspirazione universale. Laddove l'autore de La Città del Sole sognava una repubblica dei filosofi dal fondo di una cella, Ordine ha costruito la sua "città ideale" tra le aule dell'Università della Calabria (Unical), dove scelse di restare per tutta la vita nonostante le chiamate dai più prestigiosi atenei mondiali (da Yale all'EHESS di Parigi).
Questo filosofo delll'inquietudine , fortemente convinto che il pensiero debba essere un'avventura infinita, un "incendio" capace di sfidare ogni dogma e oscurantismo,era nato a Diamante il 18 luglio 1958 e dopo la laurea in Lettere all’Unical nel 1982, ha scalato le vette dell’accademia globale: insignito della Legion d’Onore in Francia e di numerose lauree honoris causa in Sud America, dove i suoi libri sono veri e propri manifesti per la riforma della scuola, nel maggio 2023, poche settimane prima di morire, gli è stato conferito il Premio Principessa delle Asturie, considerato il "Nobel" del mondo ispanico ed è stato anche "Fellow" dell'Harvard University e della Alexander von Humboldt Stiftung, portando il nome della Calabria nei templi del sapere mondiale.
Il rapporto di Ordine con la politica calabrese è stato segnato da una forma superiore di igiene civile. Più volte corteggiato per ruoli di potere, assessorati o candidature, ha sempre opposto un rifiuto netto. La sua non era superbia, ma disprezzo per quella politica dell'annuncio e quel sistema clientelare che ha spesso soffocato la regione. Per Ordine, la politica autentica non si faceva nei palazzi, ma tra i banchi:
Il rapporto di Ordine con la politica calabrese è stato segnato da una forma superiore di igiene civile. Più volte corteggiato per ruoli di potere, assessorati o candidature, ha sempre opposto un rifiuto netto. La sua non era superbia, ma disprezzo per quella politica dell'annuncio e quel sistema clientelare che ha spesso soffocato la regione. Per Ordine, la politica autentica non si faceva nei palazzi, ma tra i banchi:
"In una terra ferita come la nostra, l'unico atto politico rivoluzionario
è tornare a leggere un libro seriamente.
Perché il potere teme chi sa pensare, non chi chiede un favore." [1]
L’eredità di questa grande pensatore si articola in tre pilastri fondamentali, tre libri, che hanno ridefinito il valore della conoscenza nel XXI secolo: il manifesto della Resistenza Culturale ( L’utilità dell’inutile); l’amore per i Classici ( I classici per la vita); la ricerca della verità come eroico furore (La soglia dell’ombra). In queste opere egli denuncia la deriva di una società che considera "utile" solo ciò che produce profitto e difende quei saperi che non servono a nulla di pratico, ma che sono indispensabili per la dignità umana:
"Se lasciamo morire il gratuito, se rinunciamo
alla forza generatrice dell'inutile,
se ascoltiamo solo il canto delle sirene del guadagno,
non faremo altro che produrre
una collettività priva di memoria." [2]
Ordine non vedeva nei classici dei monumenti polverosi, ma delle voci vive ed invita a rileggere autori come Shakespeare, Cervantes o Dante non per erudizione, ma per imparare l'arte del vivere:
"Leggere i classici significa soprattutto imparare a leggere se stessi.
È un esercizio di introspezione che ci permette
di scoprire chi siamo veramente." [3]
E c’è poi la celebrazione di Giordano Bruno e del valore della cultura e della verità come unica possibilità di affrancamento sociale e civile:
"Per ogni autentico ricercatore, la verità non è un possesso statico,
ma una caccia infinita, una soglia
che si sposta man mano che ci avviciniamo." [4]
Nuccio Ordine è rimasto fino all'ultimo quel ragazzo di Diamante che guardava il mare sognando l'infinito. La sua lezione più grande per la Calabria non è contenuta solo nei suoi libri, ma nella sua coerenza: si può essere cittadini del mondo senza tradire il proprio borgo, e si può essere grandi studiosi senza mai piegare la testa davanti al potente di turno. In un tempo in cui l’ignoranza domina a tutti i lievelli, egli ci lascia una sfida: abitare questa terra di Calabria non con la rassegnazione di chi aspetta un miracolo, ma con la fierezza di chi sa che la cultura è l'unico vero "bene comune" capace di renderci liberi.
Bruno Demasi
Note e accenni bibliografici:
[1] N. Ordine, Tre corone per un re, Bompiani, Milano 2015, p. 142 (Dalla prefazione: riflessione sul valore civile dell'istruzione in territori marginali).
[2] N. Ordine, L'utilità dell'inutile. Manifesto, Bompiani, Milano 2013, p. 25. (Passaggio chiave sulla morte del gratuito nelle società mercantili).
[3] N. Ordine, Classici per la vita. Una piccola biblioteca ideale, Bompiani, Milano 2016, p. 12. (Analisi della funzione esistenziale della lettura).
[4] N. Ordine, La soglia dell'ombra. Letteratura, filosofia e pittura in Giordano Bruno, Marsilio, Venezia 2003, p. 89. (Saggio critico sul concetto di infinito e ricerca della verità in Bruno).
[5] N. Ordine, Gli uomini non sono isole. I classici ci aiutano a vivere, La nave di Teseo, Milano 2021, p. 34. (Riflessione sulla solidarietà intellettuale e il superamento dell'individualismo).
[2] N. Ordine, L'utilità dell'inutile. Manifesto, Bompiani, Milano 2013, p. 25. (Passaggio chiave sulla morte del gratuito nelle società mercantili).
[3] N. Ordine, Classici per la vita. Una piccola biblioteca ideale, Bompiani, Milano 2016, p. 12. (Analisi della funzione esistenziale della lettura).
[4] N. Ordine, La soglia dell'ombra. Letteratura, filosofia e pittura in Giordano Bruno, Marsilio, Venezia 2003, p. 89. (Saggio critico sul concetto di infinito e ricerca della verità in Bruno).
[5] N. Ordine, Gli uomini non sono isole. I classici ci aiutano a vivere, La nave di Teseo, Milano 2021, p. 34. (Riflessione sulla solidarietà intellettuale e il superamento dell'individualismo).