PER RICORDARE IL PIU’ SCOMODO DEI NARRATORI DELLA CALABRIA
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Il 29 aprile 1893, si spegne ad Acri Vincenzo Padula. La sua figura appartiene a quella scia di narratori calabresi che non cercano consolazioni né indulgenze: osservano, analizzano, feriscono. Padula non si lascia moderare da nessuno, non si presta a celebrazioni innocue. È un intellettuale che disturba, e proprio per questo oggi più che mai merita di essere riascoltato.
Era nato il 25 marzo 1819 nello stesso paese, in una Calabria inquieta attraversata da fratture profonde che l’Unità d’Italia non sarebbe riuscita a ricomporre. Una regione in cui la modernità arriva a scosse, senza continuità, e spesso senza giustizia. Padula non si limita a registrare ciò che vede: lo interroga. La sua postura non è accomodante. È sacerdote, ma non uomo d’ordine; è intellettuale, ma lontano dai salotti; è meridionale, ma refrattario a ogni retorica vittimistica. In una delle sue pagine più note, scrive che «la verità non è mai comoda, e chi la dice non ha amici»¹. È una dichiarazione di poetica e di intenti, che riassume la sua intera traiettoria umana e artistica.
Nel 1864 fonda Il Bruzio, un giornale che rompe gli equilibri locali e che ancora oggi colpisce per la modernità del linguaggio. Padula non risparmia nessuno: notabili, amministratori, funzionari, colleghi ecclesiastici. Il suo stile è asciutto, tagliente, privo di orpelli. Non cerca l’effetto, ma la verità. In un editoriale del 1865 afferma: «Scrivo perché non posso tacere, e taccio solo quando la parola sarebbe menzogna»³. È la definizione più precisa del suo modo di intendere il giornalismo: un esercizio di libertà che non ammette compromessi. Il Bruzio non è solo un giornale: è un laboratorio di critica sociale. Padula vi sperimenta un linguaggio nuovo, capace di unire osservazione empirica e indignazione morale. Le sue denunce non sono mai generiche: hanno nomi, cognomi, circostanze. E questo gli attira ostilità profonde. Ma Padula non arretra. In un numero del 1865 scrive: «Non temo chi mi contraddice: temo chi mi applaude»⁷. È un’altra dichiarazione di indipendenza, che spiega la sua solitudine.
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1. V. Padula, Scritti scelti, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004, p. 41.
2. V. Padula, Prose e lettere, Pellegrini Editore, Cosenza 1998, p. 67.
3. V. Padula, Il Bruzio, ed. critica a cura di G. Falcone, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002, p. 112.
4. V. Padula, Scritti politici e civili, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006, p. 89.
5. V. Padula, Appunti e frammenti, ed. critica, Pellegrini Editore, Cosenza 2001, p. 54.
6. V. Padula, Scritti morali, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003, p. 23.
7. V. Padula, Il Bruzio, cit., p. 147.
Bibliografia:
- Il Monastero di Sambucina. Novella calabrese, Bruxelles (ma Napoli), 1842.
- Valentino. Poemetto, Palermo (ma Napoli), 1845.
- Apocalisse di San Giovanni Apostolo recata in versi italiani ed esplicata, Napoli, 1854.
- A Maria Concetta Immaculata. Poesie, Napoli, 1854.
- Il Natale. Poesie, Napoli, 1854.
- In morte del Marchese Cesare Berlingieri di Crotone, Napoli, 1854.
- A mons. Francesco Saverio Apuzzo. Stanze, Napoli, 1854.
- La Passione. Poesie, Napoli, 1855.
- In morte del giovane Alfonso Perrelli di Brienza. Carme, Napoli, 1856.
- Canzone calabrese sopra la Notte di Natale, Cosenza, 1858.
- Per le sponsalizie di Giuseppe e di Maria. Panegirico, Cosenza, 1859.
- Per Maria Addolorata. Panegirico, Cosenza, 1860.
- Apocalisse… II edizione migliorata, Napoli, 1861.
- Il Bruzio. Giornale politico-letterario, Cosenza, 1864–1865.
- Antonello. Dramma, in Il Bruzio, 1864–65.
- Stato delle persone in Calabria, in Il Bruzio, 1864–65.
- Antonello, o il capo bandito calabrese, Cosenza, 1865.
- Elogio funebre di Luigi Giannone, Napoli, 1867.
- Dissertazione su Pandosia, Besidia, Thebae Lucanae…, Cosenza, 1867.
- Elogio dell’abate Antonio Genovesi, Napoli, 1869.
- Studi sugli asini, Napoli, 1869.
- Protogea ossia l’Europa preistorica, Napoli, 1871.
- Quomodo Litterarum Latinarum sint studia instituenda, Napoli, 1871.
- Pauca quae in Sexto Aurelio Propertio…, Napoli, 1871.
- Orazione funebre per Mariantonia Falcone, Napoli, 1874.
- Prose giornalistiche, Napoli, 1878.
- I tre artisti (farsetta)
- Antonello capobrigante calabrese (dramma)
- Poesie varie, Napoli, 1878.
- Il Bruzio, vol. I, Napoli, 1878.
- Epistolario. Un corpus dispersivo e frammentario. Inediti e altro (1815–1907), vol. 1, Rubbettino, 2023.
- Epistolario… Appendice. Padula errante. Percorsi, vol. 2, Rubbettino, 2025.
- Scritti di estetica, linguistica e critica letteraria, vol. 2, Laterza, 2001.
- Scritti di estetica, linguistica e critica letteraria. Manoscritti inediti, vol. 3, Laterza, 2002.
- Scritti demologici, vol. 1, Rubbettino, 2019.
- Scritti demologici. Vocabolario calabro, vol. 2, Rubbettino, 2022.
- Vocabolario calabro. Laboratorio del dizionario etimologico calabrese, Laterza, 2001.
- Scritti letterari e giornalistici, Rubbettino, 2009.
- Il mio primo amore, Imagaenaria, 2008.
- I poemetti, Laterza, 1997.
- Gli uccelli grifoni, Avagliano, 2005.
- Calabria. Prima e dopo l’Unità, Laterza, 1977.
- Persone in Calabria, varie edizioni (1993, 2006, 2010, 2014).
- La notte di Natale (edizione illustrata), Coccole Books, 2024.
- Il Calabrese (anni ’40 dell’Ottocento)
- Il Bruzio (fondato da lui nel 1864)
- Altri periodici minori dell’area cosentina e napoletana.