venerdì 17 luglio 2026

L’ ITALIA PRIMA DI ROMA: la Calabria, nucleo originario del nome e dell’identità italica (di Domenico Lanciano)

       Nel dibattito sulle origini del nome e dell’identità italiana, la ricerca di Domenico Lanciano si caratterizza come  ricostruzione filologica che restituisce alla Calabria il ruolo di nucleo primigenio dell’ethnos italico. Attraverso le testimonianze di Antioco di Siracusa, Aristotele, Tucidide e Strabone, Lanciano mostra come «Italia» sia stato, in principio, un nome locale e cultuale, radicato nella terra degli Enotri, dei Vituli e degli Italoi, e solo in seguito divenuto designazione geografica e politica dell’intera Penisola. La Calabria, compresa tra i golfi di Sant’Eufemia e Squillace, emerge così come la regione in cui il nome "Italia" nasce e  si struttura. Questa ricostruzione non è, per Lanciano, un esercizio erudito isolato. Da decenni egli lavora per trasformare la tesi della «Prima Italia» in un dispositivo culturale pubblico: un progetto di identità che restituisca alla Calabria una memoria positiva, fondata su fonti antiche e su una tradizione storica spesso rimossa. Bibliotecario, giornalista e intellettuale di frontiera, ha istituzionalizzato questa visione attraverso iniziative concrete: la riscoperta del libro di Gertrude Slaughter Calabria the First Italy (1939) ( cfr. quanto scritto in proposito qui, aprendo questo link  “ CALABRIA LA PRIMA ITALIA” E GLI STUDI SCONOSCIUTI DI GERTRUDE SLAUGHTER (di Bruno Demasi) ); la creazione degli «Scaffali della Prima Italia» nelle biblioteche calabresi, la promozione di conferenze, presentazioni e lettere civili che mirano a rendere operativa la memoria storica. Lanciano non si limita a raccontare la storia: la costruisce, la attiva, la rende operativa. Il suo lavoro consiste nel trasformare una tesi storiografica in un progetto comunitario, capace di decostruire stereotipi e di offrire alla Calabria contemporanea una narrazione fondata, documentata e culturalmente generativa. In questo quadro, il saggio Italia prima di Roma rappresenta il fondamento teorico di un’azione più ampia: un tentativo di restituire alla Calabria la consapevolezza di essere stata, prima di Roma, la culla del nome e dell’identità italica. (Bruno Demasi).

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     Il nome Italia nasce in Calabria, nella terra degli Italoi, dei Vituli, degli Enotri. Nasce come nome etnico e cultuale, si espande lentamente, fino a diventare il nome della Penisola e poi dello Stato moderno. La Calabria, che oggi porta un nome importato dal Salento, conserva però nella sua topografia, nella sua memoria e nelle sue fonti antiche la traccia più remota dell’identità italiana.

     Prima di diventare la designazione dell’intera Penisola, prima di essere parola politica, giuridica, imperiale, Italia fu un nome locale, un etnonimo e un toponimo insieme, radicato nella Calabria antica, nella terra degli Enotri, dei Vituli, degli Italoi. La filologia, la geografia storica e la testimonianza dei più antichi autori greci convergono nel delineare un quadro sorprendentemente coerente: il primo uso del nome “Italia” appartiene all’area calabrese, in particolare alla regione compresa tra lo Stretto e l’istmo tra il Golfo di Sant’Eufemia e quello di Squillace.

      Questo breve saggio vuola ricostruire, con rigore documentario, la storia di quel nome, la sua progressiva espansione e la sua sovrapposizione con il coronimo Calabria, che solo in età bizantina verrà trasferito all’odierna regione. 

Le testimonianze greche: l’Italia come regione calabrese

   La più antica tradizione organica sull’origine del nome Italia è conservata da Antioco di Siracusa, storico del V secolo a.C., i cui frammenti sono riportati da Dionigi di Alicarnasso. Antioco afferma che gli Italoi erano un popolo stanziato nel Sud, e che da essi prese nome la regione: «Gli Enotri, che abitavano quella regione, furono chiamati Itali, e la terra Italia»¹. Il passo è decisivo: Italia è un nome etnico prima che geografico, e l’etnico è localizzato nell’area calabrese.

      Aristotele, nella Politica, conferma la tradizione: «Divenne re degli Enotri un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece di Enotri»². E aggiunge che Italia designava l’estrema propaggine delle coste europee, delimitata dai due golfi calabresi³. La precisione topografica è rara in Aristotele: qui è inequivocabile.

      Tucidide, nel libro VI, riferendosi alle colonie greche, usa Italia per indicare il Meridione, in un contesto che include Rhegion e la costa calabrese: riferisce che quella regione fu chiamata Italia da Italo⁴.

     Strabone, nel libro VI della Geografia, descrive con chiarezza la progressiva estensione del nome: «In antico il nome Italia designava solo la parte meridionale, fino all’istmo tra i golfi di Hipponion [odierno golfo di Sant’Eufemia/Vibo Valentia] e Scylletion [Squillace]»⁵. E aggiunge che solo in età romana il nome si estese fino alla Campania, poi al Lazio, e infine all’intera penisola.

Italoi e i Vituli: etimologia e antropologia del nome

     Gli antichi collegavano il nome Italoi ai Vituli, popolazione calabrese presso cui il vitello era animale sacro. L’etimologia, discussa già da Antioco e ripresa dagli autori latini, è ancora considerata una delle ipotesi più solide, anche se non universalmente accettata: Vitulus → Italos (con rotacismo e adattamento greco) → Italia.

     Gertrude Slaughter, nel suo fondamentale studio Calabria: The First Italy (1939), scrive: «The earliest use of the name Italy is inseparably connected with the Italoi, a southern people whose name is related to the cultic significance of the calf»⁶. Slaughter insiste sulla connessione cultuale: il nome non è solo etnico, ma religioso, e nasce in un contesto calabrese. 

     Il re Italo, figura semimitica, è probabilmente la personificazione eponimica degli Italoi. La tradizione aristotelica non va letta come storia, ma come memoria etnica: un popolo che si attribuisce un capostipite eponimo. 


La Calabria antica e la Magna Grecia: il contesto culturale del nome e la sua evoluzione geografica

   La circolazione del nome Italia avviene nel contesto della Magna Grecia, dove le colonie calabrese e lucane (Crotone, Sibari, Locri, Rhegion) sono centri di cultura, scienza, filosofia. È in questo ambiente che il nome si diffonde tra i Greci, e da qui passa alla tradizione storiografica. Slaughter osserva: «The Greek usage of Italy was shaped by the colonial horizon of Magna Graecia»⁷. 

     Le fonti concordano: Italia designava inizialmente l’area tra i golfi di Sant’Eufemia e Squillace, cioè la Calabria centrale. Strabone e Polibio documentano l’espansione: prima alla Lucania, poi alla Campania, infine al Lazio, e solo in età augustea all’intera penisola. La Calabria è dunque:regione degli Italoi; sede del mito di Italo;nucleo geografico originario del nome;punto di partenza dell’espansione semantica.

Il nome “Calabria”: una storia diversa

    Il nome Calabria non appartiene originariamente alla regione odierna. Come arguisce Francesco Lopez in The Historical Landscape of Ancient Kalabría (Brill, Leiden–Boston 2025), Kalabría designava la Messapia, cioè il Salento⁸. Solo nel VII–VIII secolo d.C., con la dominazione bizantina, il nome Calabria viene trasferito al Brutium, l’odierna regione. Teofane Isauro attesta la nuova Kalabrá come provincia bizantina⁹.La Calabria è dunque:la prima Italia;la seconda regione a ricevere il nome Calabria (dopo la Messapia).Nessun’altra regione europea ha subito una simile migrazione di nomi.

     In questo senso, e solo in questo senso, si può dire che la Calabria ha dato all’Italia il suo nome: non per decreto, non per atto politico, ma per la lenta sedimentazione di un’etimologia, di un culto, di una memoria. 

Domenico Lanciano


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1 Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I, 35 (frammento di Antioco di Siracusa).
2 Aristotele, Politica, VII, 1329b.
3 Aristotele, Politica, VII, 10, 2–3.
4 Tucidide, Storie, VI, 2.
5 Strabone, Geografia, VI, 1, 2–4.
6 G. Slaughter, Calabria: The First Italy, Madison: University of Wisconsin Press, 1939, p. 12.
7 G. Slaughter, op. cit., p. 27.
8 F. Lopez, The Historical Landscape of Ancient Kalabría, Leiden–Boston: Brill, 2025, pp. 1–45.
9 Teofane Isauro, Chronographia, VIII sec.