sabato 16 maggio 2026

Viaggiatori in Calabria nel sec. XIX: RICHARD KEPPEL CRAVEN (1821) ( di Rocco Liberti)

    In questa nuova tappa di studio dei viaggiatori stranieri dell’Ottocento in Calabria Rocco Liberti affronta Keppel Craven non come un semplice turista colto, ma come un testimone di un’epoca di transizione: il primo straniero che si avventura nel Sud dopo il decennio francese, quando la regione, ferita dai terremoti e interessata dalle ricostruzioni, torna lentamente a rivivere. L’Autore segue il suo itinerario — da Rocca Imperiale a Cassano, da Capo Colonna a Tiriolo, da Pizzo a Palmi, fino a Reggio — con una precisione che restituisce sia i luoghi sia il modo in cui essi si offrivano allo sguardo di un viaggiatore del 1821. Il merito del testo sta proprio qui: nella capacità di intrecciare la geografia reale con la geografia immaginaria che Craven porta con sé. Le sue note sulle devastazioni del 1783, sulle case di legno, sulle pozze stagnanti di Seminara, sulle architetture ricostruite diventano non semplici citazioni, ma indizi di un rapporto complesso tra la Calabria e chi la attraversa nelle mani di Liberti che non si limita a riportare: controlla, confronta, verifica, mettendo in dialogo Craven con Pomponio Mela, Swinburne, Hamilton. È un lavoro di scavo paziente, quasi artigianale, che arricchisce la serie dedicata ai viaggiatori stranieri in Calabria e conferma il suo stile e il suo metodo: una scrittura limpida, una documentazione rigorosa, una sensibilità critica che sa far parlare le fonti senza sovraccaricarle. (Bruno Demasi) 

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   Primo viaggiatore a farsi avanti dopo il decennio francese è stato il barone inglese Richard Keppel Craven, giunto in Calabria nel 1821, che ha affidato le sue peregrinazioni e relative impressioni all’opera “Viaggio nelle province meridionali del regno di Napoli”. Siamo ormai in un’epoca meno agitata e il turista estero ha modo di cogliere con più distacco notizie e costumanze. Nato nel 1779, dopo la morte del padre ha seguito la madre, che si era risposata, a Napoli, dove è morto nel 1851. Ha compiuto vari viaggi in Europa, ma anche lui è stato attratto dalle terre del sud.

    Dopo aver visitato la Puglia, eccolo in Calabria attraverso Policoro. Il primo paese a farsi avanti è stato Rocca Imperiale, quindi a mano a mano Cassano, Capo Colonna e poi verso l’interno Tiriolo, Serra, quindi Pizzo. A ridosso della Piana di Gioia si è portato a Feroleto, un misero villaggio costruito con mattoni crudi e tegole rotte tuttochè collocato in un territorio fertile. Trattenutosi a mangiare, ha potuto rimediare a malapena una piccola quantità di granturco per i cavalli e un paio di olive e del pane raffermo per lui. Dopodichè, si è messo in cammino e ha avuto l’opportunità di scorgere i centri notevoli di Galatro, Polistena e San Giorgio col suo bel castello. Prima del tramonto è riuscito a portarsi a Casalnuovo e, qui giunto, ha cercato la casa del principe di Gerace, il cui agente era a conoscenza dell’arrivo. La magione si qualificava uno dei pochi edifici di una certa dimensione, in quanto tutti gli altri si offrivano bassi e di legno. Il paese, ch’era situato al di sotto della catena delle colline, godeva di una magnifica prospettiva sulla valle sottostante che aveva a fronte il Golfo di Gioia. Nel corso della trattazione non mancano cenni sui centri ch’erano stati devastati dal sisma del 1783 come Terranova e Seminara. Terranova occupava una delle più belle posizioni immaginabili e le fenditure del terreno causate dal sisma erano lontane dall’influire sul suo aspetto generale. Seminara, già fiorente, all’epoca era distrutta nella più gran parte dell’abitato e attorno si offriva tutta un’aria mefitica causata dalle numerose pozze stagnanti originatesi dal blocco dei torrenti e quindi dalla susseguente formazione di laghi.

    Da Casalnuovo Keppel Craven ha volto il passo verso Gerace e al ritorno si è incamminato per Palmi, Bagnara, Scilla e, infine, Reggio. Anche lui, come il De Custine, è rimasto assai affascinato dalla visione di Palmi, città nella quale è stato ricevuto dal Sottintendente. Questa la sua vivida impressione: «Come Taormina, che non avevo ancora visitata, devo considerare Palmi posta in una situazione così particolare da essere difficilmente concepita dalla immaginazione umana, e da essere al di là della possibilità di un disegno». Di Palmi ha notato in particolare l’ambiente marino e le coltivazioni all’intorno come pure il corso d’acqua che forniva l’alimento primo a tanti mulini ubicati lungo la discesa che porta al mare. Per quanto riguarda il volto della città nuova si complimenta per come esso al tempo si presentava: «La città di Palmi, fra tutte quelle che soffrirono per il terremoto dell’anno 1783, è la prima che ho visto ricostituita in una maniera che ricorda il suo antico splendore; le case erano quasi tutte di pietra e di una certa altezza, le loro architetture solide e di buono stile; e la regolarità osservata nella sua ricostruzione aggiunge molto alla dignità, se non alla grandiosità, del suo aspetto. Oggi ha 7000 abitanti e sembra godere di condizioni abbastanza floride. Una fontana abbondante d’acqua, posta nel centro della piazza principale, rappresenta un grande albero di palma probabilmente in allusione al nome della città. 
 L’acqua si alza attraverso i rami più alti ed è poi emessa dalle bocche di quattro delfini scolpiti sul tronco dell’albero e cade in altrettanti larghi bacini accessibili al pubblico. Questo è l’unico monumento rimasto dopo il terremoto che distrusse tutta quanta la città».


    Dopo Reggio il viaggiatore francese ha fatto rientro a Casalnuovo e da qui, via Rosarno e Laureana, si è portato prima a Mileto e poi via via fino a un certo punto ha seguito l’itinerario costiero, per finire come tanti altri al passo di Campotenese. Da qui il definitivo avvio verso Napoli. Keppel Craven, che per le note storiche e le considerazioni più comuni ha tenuto presenti i lavori di personalità antiche come Pomponio Mela e recenti come lo Swinburne e l’Hamilton, nella sua opera ha tratteggiato variamente usi e costumi della regione e le notevoli devastazioni causate dai terremoti[1].
                  
                                                                                                                                       Rocco Liberti
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[1] A tour through the southern provinces of the Kingdom of Naples by the Hon. Richard Keppel Craven, London Printed for Rodwell and Martin 1821; R. KEPPEL CRAVEN, Viaggio nelle province meridionali del Regno di Napoli, trad. di Connie Castanò e Maria Concetta Sorace, Abramo, Catanzaro 1991.