Nato a Nicotera il 1° gennaio 1933 e scomparso nella stessa città il 25 settembre 2012, Achille Solano , affettuosamente chiamato “Lellè” , fu figura eminente della ricerca archeologica calabrese, attivo tanto sul piano degli studi quanto su quello dell’operatività diretta sul territorio. Dopo aver completato gli studi universitari a Messina, dove conseguì la laurea e si specializzò in Topografia tardoantica e altomedievale, Solano intraprese un percorso di ricerca che lo condusse a fondare il Museo Civico e Archeologico di Nicotera, cui fece seguire un secondo museo dedicato alla Petrografia e Mineralogia.
La sua attività sul campo fu instancabile. Circondato da una cerchia di collaboratori e appassionati, Solano dedicava il tempo libero all’esplorazione di siti potenzialmente rilevanti, riportando alla luce reperti provenienti dalle civiltà che avevano abitato il territorio del Poro e le aree limitrofe. Tra le scoperte più significative si annoverano la cava di granito di Nicotera (1972), la stazione paleolitica di San Calogero e l’insediamento rupestre di Zungri, oggi valorizzato con competenza da Maria Caterina Pietropaolo e divenuto meta di un turismo culturale in costante crescita.
Il suo primo contributo organico agli studi risale al 1967, con il volume Liguri, Siculi e Greci nella Regione del Poro, cui seguì nel 1976 la monografia Bruttium paleocristiano, premiata l’anno successivo con il Premio Sybaris Magna Grecia. Nel 1982 Solano presentò una comunicazione sulla cava di granito alla Giornata di studio sul marmo nell’antichità organizzata dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Roma. Il tema fu poi sviluppato nella pubblicazione La cava romana di granito di Nicotera, apparsa nel primo numero dei Quaderni Antropologia Archeologia Storia (1985), sotto l’egida dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Nicotera. Nello stesso anno vide la luce Il Museo Archeologico di Nicotera, ricco di documentazione fotografica dei reperti rinvenuti nel territorio. Per meriti scientifici, Solano fu nominato Ispettore Onorario della Soprintendenza.
Tra il 1969 e il 1974 Solano collaborò con la rivista Studi Meridionali, diretta da Vincenzo Saletta, pubblicando saggi sulla necropoli romana del Diale, sulla penetrazione etrusca nel Tirreno meridionale, sulle terrecotte figurate di Medma, e persino contributi di natura diversa, come le Lettere di Vincenzo Padula a Mons. Brancia. Da questo rapporto nacque una sezione locale della rivista e, con il suo sostegno, il convegno Documenti di civiltà in Terra di Calabria (3–4 gennaio 1974), cui parteciparono studiosi quali Dario Leone, Enzo Gatti, lo stesso Saletta, Natale Pagano, Domenico Teti, Saverio Di Bella e altri. Nel resoconto pubblicato su La Calabria il 28 febbraio, l’autore ricordava così l’intervento di Solano: «ha tracciato un quadro completo delle campagne di scavo nella zona del Mesima durante un settantennio […] e ha affermato come l’antica Medma sia esistita in contrada Sovereto III quale villaggio ancor prima dell’arrivo dei coloni greci»¹. Durante il convegno non mancò una visita al museo, alla cava e a un antico monastero abbandonato.
Il primo incontro personale con Solano avvenne casualmente a Marina di Nicotera, durante un’estate di vacanza. Da allora i rapporti furono frequenti: visite ai ruderi della vecchia Oppido, conferenze presso il Centro Sociale di Educazione Permanente, incontri al museo e nella sua abitazione, dove Solano era solito donare pubblicazioni di vari autori. Emblematico il gesto con cui, avendo tra le mani un lavoro di Antonino Basile sul Risorgimento, lo consegnò dicendo: «Serve più a Te che a Me». L’ultimo incontro risale a una riunione con l’editore Barbaro per discutere la nascita di un nuovo periodico, alla quale partecipò anche l’amico Pagano.
A tre anni dalla morte, il 25 aprile 2015, Nicotera gli dedicò il convegno Achille Solano, Ricercatore Gentiluomo. Gli atti, curati da Maria D’Andrea e Margherita Corrado e pubblicati nel 2018, raccolgono contributi di Giovanni Durante, Maurizio Carlo Alberto Gorra, Fabrizio Sudano, Fabrizio Mollo, Foca Accetta e delle stesse curatrici. L’appendice include un saggio di Solano scritto con il prof. Lazzerini dell’Università di Venezia. Nella prefazione, il prof. Gian Pietro Givigliano dell’Università della Calabria ricordava Solano come «studioso appassionato […] in possesso di strumenti culturali, scientifici e metodologici che ne facevano un interlocutore importante»². Il volume fu presentato il 2 marzo 2019 al Museo di Arte Sacra di Nicotera dal Touring Club Italiano di Lamezia Terme.
Nel 2021 il Comune di Zungri, riconoscendo il debito culturale verso lo scopritore del sito rupestre degli Sbariati, deliberò il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria. La cerimonia si svolse l’11 dicembre alla presenza del sindaco Franco Galati, del prof. Maurizio Paoletti (Unical), della senatrice Margherita Corrado e di altri studiosi. Alla famiglia fu consegnata una pergamena commemorativa; l’artista Luigi Di Mari donò un ritratto di Solano. Già nel 2019 Salvatore Berlingieri gli aveva dedicato l’opera Achille Solano e l’eremita della Ruga Santa.
Il suo primo contributo organico agli studi risale al 1967, con il volume Liguri, Siculi e Greci nella Regione del Poro, cui seguì nel 1976 la monografia Bruttium paleocristiano, premiata l’anno successivo con il Premio Sybaris Magna Grecia. Nel 1982 Solano presentò una comunicazione sulla cava di granito alla Giornata di studio sul marmo nell’antichità organizzata dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Roma. Il tema fu poi sviluppato nella pubblicazione La cava romana di granito di Nicotera, apparsa nel primo numero dei Quaderni Antropologia Archeologia Storia (1985), sotto l’egida dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Nicotera. Nello stesso anno vide la luce Il Museo Archeologico di Nicotera, ricco di documentazione fotografica dei reperti rinvenuti nel territorio. Per meriti scientifici, Solano fu nominato Ispettore Onorario della Soprintendenza.
Tra il 1969 e il 1974 Solano collaborò con la rivista Studi Meridionali, diretta da Vincenzo Saletta, pubblicando saggi sulla necropoli romana del Diale, sulla penetrazione etrusca nel Tirreno meridionale, sulle terrecotte figurate di Medma, e persino contributi di natura diversa, come le Lettere di Vincenzo Padula a Mons. Brancia. Da questo rapporto nacque una sezione locale della rivista e, con il suo sostegno, il convegno Documenti di civiltà in Terra di Calabria (3–4 gennaio 1974), cui parteciparono studiosi quali Dario Leone, Enzo Gatti, lo stesso Saletta, Natale Pagano, Domenico Teti, Saverio Di Bella e altri. Nel resoconto pubblicato su La Calabria il 28 febbraio, l’autore ricordava così l’intervento di Solano: «ha tracciato un quadro completo delle campagne di scavo nella zona del Mesima durante un settantennio […] e ha affermato come l’antica Medma sia esistita in contrada Sovereto III quale villaggio ancor prima dell’arrivo dei coloni greci»¹. Durante il convegno non mancò una visita al museo, alla cava e a un antico monastero abbandonato.
Il primo incontro personale con Solano avvenne casualmente a Marina di Nicotera, durante un’estate di vacanza. Da allora i rapporti furono frequenti: visite ai ruderi della vecchia Oppido, conferenze presso il Centro Sociale di Educazione Permanente, incontri al museo e nella sua abitazione, dove Solano era solito donare pubblicazioni di vari autori. Emblematico il gesto con cui, avendo tra le mani un lavoro di Antonino Basile sul Risorgimento, lo consegnò dicendo: «Serve più a Te che a Me». L’ultimo incontro risale a una riunione con l’editore Barbaro per discutere la nascita di un nuovo periodico, alla quale partecipò anche l’amico Pagano.
A tre anni dalla morte, il 25 aprile 2015, Nicotera gli dedicò il convegno Achille Solano, Ricercatore Gentiluomo. Gli atti, curati da Maria D’Andrea e Margherita Corrado e pubblicati nel 2018, raccolgono contributi di Giovanni Durante, Maurizio Carlo Alberto Gorra, Fabrizio Sudano, Fabrizio Mollo, Foca Accetta e delle stesse curatrici. L’appendice include un saggio di Solano scritto con il prof. Lazzerini dell’Università di Venezia. Nella prefazione, il prof. Gian Pietro Givigliano dell’Università della Calabria ricordava Solano come «studioso appassionato […] in possesso di strumenti culturali, scientifici e metodologici che ne facevano un interlocutore importante»². Il volume fu presentato il 2 marzo 2019 al Museo di Arte Sacra di Nicotera dal Touring Club Italiano di Lamezia Terme.
Nel 2021 il Comune di Zungri, riconoscendo il debito culturale verso lo scopritore del sito rupestre degli Sbariati, deliberò il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria. La cerimonia si svolse l’11 dicembre alla presenza del sindaco Franco Galati, del prof. Maurizio Paoletti (Unical), della senatrice Margherita Corrado e di altri studiosi. Alla famiglia fu consegnata una pergamena commemorativa; l’artista Luigi Di Mari donò un ritratto di Solano. Già nel 2019 Salvatore Berlingieri gli aveva dedicato l’opera Achille Solano e l’eremita della Ruga Santa.
Rocco Liberti
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1«Il Dottor Solano […] ha affermato come l’antica Medma sia esistita in contrada Sovereto III quale villaggio ancor prima dell’arrivo dei coloni greci» (La Calabria, 28 febbraio).
2.Gian Pietro Givigliano, Prefazione agli Atti del convegno Achille Solano, Ricercatore Gentiluomo, Adhoc, Vibo Valentia, 2018.
2.Gian Pietro Givigliano, Prefazione agli Atti del convegno Achille Solano, Ricercatore Gentiluomo, Adhoc, Vibo Valentia, 2018.