sabato 17 agosto 2013

LA ROSA E IL PROIETTILE


Una rosa d'oro, un proiettile disattivato, una struggente invocazione a Maria:questa la dote con cui il Vescovo, mons. Francesco Milito, cui va l'unanime ringraziamento della Diocesi, ha voluto ornare il nascente Santuario dell'Annunziata nella Cattedrale di Oppido Mamertina
(di Bruno Demasi)
      Nell’intensa suggestione di una calda sera  d’estate , alla confluenza delle tre grandi piazze Mamertine (Umberto I, Regina Elena e Marino Zuco) dominate dall’imponenza della cattedrale diocesana e del suo campanile, in un sagrato affacciato su una moltitudine incalcolabile di persone accorse da Oppido e da tutta la Diocesi, reso prezioso più che mai dal gruppo statuario dell’Annunciazione, giovedi, 15 agosto 2013, è nato ufficialmente il Santuario dell’Annunciazione, fortemente  voluto dal Vescovo, Mons. Francesco Milito e consacrato per sempre  nei decreti  da lui dettati e, di cui è stata data lettura nel silenzio commosso e festante di un popolo osannante da sempre alla Vergine Maria e nell’umile,  convinto  e  poderoso “si” dei due ottimi  sacerdoti
cui il nuovo santuario viene affidato, Don Letterio Festa, quale rettore, e don Demetrio Calabrò, quale amministratore parrocchiale.

     Un evento indubbio di Grazia, una sintesi pastorale chiarissima in quest”Anno della Fede” che volge al termine: i segni e la preghiera, più di mille catechesi rimasticate e stucchevoli, esprimono tutte le tensioni di fede individuali e corali, ma nello stesso tempo diventano stili concreti ed efficaci  per un’ evangelizzazione seria, per una rinnovata Bibbia dei poveri.
      E il primo segno è racchiuso in una teca di cristallo
che il Vescovo depone ai piedi della Madonna Annunziata: una rosa d’oro e un proiettile disattivato: i simboli eloquenti delle due anime di questa terra, passionalmente quasi imbevuta di religiosità, ma spesso lontana dalla Fede vera, anche se  alla ricerca di essa; al contempo e spesso , troppo spesso, intrisa anche di odi e di sopraffazioni  non di rado deflagranti come proiettili. E tuttavia il proiettile affidato a Maria  è disattivato! E lo sarà sempre perchè affidato alla materna purificazione di Colei che durante e dopo la parabola della sua vita terrena, dall’Annunciazione all’Assunzione corporea in cielo, è  modello di Pace, è dispensatrice di Pace!
     E’ il Vescovo stesso che mirabilmente nel secondo dei due segni, la struggente e affettuosa  Preghiera di
ringraziamento a Maria, che viene qui integralmente riportata,spiega i significati del primo ed  indica alla gente di  tutta la Piana di Gioia Tauro, alla sua Diocesi, il cammino reale da seguire per disinnescare ogni proiettile, ogni arma di violenza, di pregiudizio, di interesse, di vanità , di egoismo, nel segno prezioso di una fede nuova che non si corrode, nel segno di quella nuova evangelizzazione che potrà forse fare a meno di tanti orpelli parolai, ma non potrà mai rinunciare agli apporti e alle preghiere  di tutti, e specialmente dei piccoli...
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ELEVAZIONE DELLA CATTEDRALE A SANTUARIO DIOCESANO
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO
Oppido Mamertina, Sagrato Chiesa Cattedrale15 agosto 2013, Solennità di Maria SS. Assunta


“Bonasira vi dicu a vui Madonna
la gloriusa di Santa Maria.
Mu nd’accumpagna la notti e lu iornu
e puru quandu iamu pe’ la via”.


Questo saluto, con cui abbiamo imparato a pregarti,
sulle ginocchia materne, dai primi anni della nostra esistenza,
e che sempre Ti rivolgiamo quando vogliamo cantarti il nostro amore,
è anche il primo che Ti indirizziamo in quest’ora solenne
di erezione del Santuario, a Te intitolato, o Maria SS. Annunziata,
Esso ci riporta alla casa di Nazareth, dove Tu, donna eletta
della stirpe di Israele e della fede dei padri,
hai accolto il disegno di Dio nella Tua vita,
diventando discepola e maestra
dell’obbedienza al progetto della Trinità Santa,
offerto al mondo e ad ogni singola persona,
come segno efficace di amore e di sicura salvezza.
 

Da oggi, in questo luogo, di attesa e di ascolto,
di preghiera e discernimento,
di oasi di silenzio e di contemplazione,
di sguardi amorosi e di messaggi di grazia,

con rinnovato e più intenso trasporto,
nell’affidamento più completo,
vogliamo metterci alla Tua scuola
perché, guidandoci alla scoperta,
progressiva e piena di stupore,
di quel prodigio che è l’uomo,
dal primo istante nel grembo della madre
al primo istante nel seno dell’eternità,
sviluppiamo un senso profondo e fattivo di gratitudine,
diventandone custodi e difensori.
A segno e memoria
deponiamo ai Tuoi piedi, perché ce ne ricordi l’impegno,
una rosa d’oro e un proiettile disattivato.

Accanto nella stessa capsula di vetro,
ci ricordino continuamente i due opposti sentimenti,
– l’amore e l’odio –,
che attraversano la storia del mondo e dell’uomo,
pegno e fondamento della sua salvezza o della sua perdizione.
La rosa d’oro
vuole essere il segno e l’omaggio di amore

che, come un tempo il principe alla propria donna
offriva per manifestarle ammirata devozione,
oggi vuole a Te esprimere il nostro
che vorremmo immenso come quello che ti circonda in Paradiso,
sempre lucente e inalterabile nel corso degli anni.
La deponiamo ai tuoi piedi, come l’ammiriamo
nella luminosa presenza a Lourdes e a Fatima,
perché richiamo e ornamento a effondere il profumo di santità
attraverso i passi compiuti nell’annunzio dell’Evangelo.
Accettando d’essere Madre della Vita,
con l’adesione pronta e gioiosa alla volontà divina,
sei permanente richiamo all’accoglienza e alla custodia
del grande miracolo che è ogni esistenza,

indicando nel silenzio e nella premura vigile,
nel rispetto e nella fiducia verso il Tuo Gesù,
la via sicura perché essa attraversi sicura le asperità del cammino
con la dignità dei forti e la sapienza di un cuore in ascolto.
Tu, Figlia e Madre, esperta in umanità,
ben comprendi tutte le difficoltà che attendono le donne
quando il loro corpo e la loro anima è chiamata ad essere
strumento mirabile secondo il volere di Dio creatore,
passando attraverso momenti di dubbio e di stremo,
ma pur anche di gioia e letizia uniche quando il frutto del
concepimento viene alla luce e rinnova il prodigio della vita,
aperta all’avventura di un futuro che, solerte e intrepido,
si pone sotto la protezione dell'Altissimo, con Te accanto.

Il proiettile disattivato
ci riporta, al contrario a immagini e pensieri di morte,
la nemica della vita, un tempo in agguato anche per strapparTi
il Figlio, vincitore unico del potere infernale, il grande drago,
la bestia della menzogna e della violenza contro i figli di Dio.

Sconfitto ma non domo,
ricacciato nel suo mondo di tenebre, ma infaticabile architetto del male,
continua ad aggirare i figli di Dio, attraendoli in cupi disegni
di morte e di violenza, di vendette e di faide,
di soprusi ed ingiustizie,
con l’amara constatazione di impunità e di inafferrabilità,
lo sconcerto e la rabbia di chi si vede o si sente impotente.
L’antico ingannatore, il seminatore di morte,
resta sempre in agguato nelle nostre terre,
pronto a ghermirne le anime.

Vi si può inserire rodendo la fiducia nell’unico Dio, onnipotente e signore della vita,
e presentendosi come l’esperto artefice di ogni male.
Ti supplichiamo, come nei primi tempi della Chiesa:
sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
noi che siamo nella prova libera da ogni pericolo.

Non permettere che, lentamente, insensibilmente, fortemente,
attecchiscano in noi pensieri e sentimenti non degni di figli della luce.

Estirpa e cancella ogni pur minimo seme di male.
Formaci uomini e donne di pace, forti di Dio e non della violenza.
Ma svuota, anche, il potenziale di male,
compresso nell’animo dei violenti affinché,
disattivata ogni possibilità e potere di morte,
si sentano trasformati dal tuo amore di Madre,
il cui cuore sobbalza per ogni disegno criminoso,
ma resta aperto all’accoglienza del pentimento e all’aurora di una nuova vita,
che la bontà e la virtù rendono degna e serena,
e possa, così svolgersi nella pace e nella concordia.
Nel nuovo Santuario così ti pregheremo, così t’invocheremo.
E Tu, che sei e resti il Santuario degnissimo dello Spirito Santo,

consacra anche noi perché la nostra vita sia santuario di amore,
di pace, di carità indefettibile e di fede incrollabile.

Amen.

MONS. FRANCESCO MILITO
VESCOVO DI OPPIDO MAMERTINA-PALMI